Ryan Spring Dooley nasce nel 1977 nella città di Madison, Wisconsin, USA.

Cresce in una comunità di artisti insieme alla madre , pittrice e ballerina di danza contemporanea. Frequenta l’accademia di belle arti presso l’ università del Minnesota spingendo da subito la propria ricerca verso lo sviluppo di un’ arte totale , in cui tutto si contamina : musica , pittura , storia , fotografia , ceramica , scultura, video, graffiti .

Si laurea nel 1999 , dopo un intenso anno trascorso all’ Università degli studi di Pavia , durante il quale ha il piacere, non solo di approfondire le proprie ricerche teoriche sulla cultura pittorica italiana , ma anche la possibilita’ di includere nella proprio percorso artistico il teatro, grazie all’incontro di Peter Schuman e del Bread and Puppets theatre. .

Viaggia a lungo in Europa con importanti soste a Parigi, Madrid e Lisbona.

In Francia nascono i primi dialoghi con la strada , qui sviluppa una serie di interventi utilizzando stoffe e carta di recupero , rientrato negli Stati Uniti si avvicina sempre di piu’ al mondo della Street Art fino ad entrarne a far parte ufficialmente in seguito alla partecipazione ad un evento di writing organizzato a Chicago , da questo momento Marvin Crushler diviene il suo alterego .

Nel 2000 decide di stabilirsi in italia , tra la campagna pavese e Milano : la vita in queste piccole realta’ , messa a confronto con la dispersione e la spersonalizzazione delle metropoli americane, gli fa capire quanto sia importante mettere costantemente in relazione la Street Art con il luogo e la storia locale, cercando di creare un dialogo armonioso tra le due.

Sviluppa in questi anni uno stile che affonda le proprie radici nella pittura pura, ma che allo stesso tempo si estende a tutto il vasto spettro delle arti: pennello , spray, scultura e paste up si fondono insieme sulla parete.

Questi anni di ricerca artistica sono scanditi dalla partecipazione a numerose jam , mostre collettive e personalli , in cui ha l’opportunita’ di confrontare i propri punti di vista e di misurarsi con il pubblico, con il quale vuole creare un rapporto di intenso scambio di emozioni e idee, trovando soprattutto nella pittura, cosi’ come nel video, un modo dinamico e completo di comunicare.


Ryan Spring Dooley born in 1977 in the city of Madison, Wisconsin, USA.

Raised in an artists community together with his mother, a painter and modern dancer. Attends the faculty of fine arts at the Universtiy of Minnesota working on a project of ‘total art’, where every genere contaminates those around it : music , painting , history , photography , ceramics , sculpture,video, graffiti. Graduates in 1999, after an intense experience of study abroad at the Università degli studi di Pavia , in Northern Italy, in Pavia he had the pleasure of not only further defining his own project but also collaborating with yet another dimension in the theatre, working in Italy with Peter Schuman and the Bread and Puppets theatre. After graduatine Ryan

spends many years travelling in Europe, stopping for long periods in Paris, Madrid, and Lisbon.

In France the first dialouges with the streets are born, in Paris he develops a series of interventions using recycled cloth and paper that could now be termed ‘street art.’

On his return to the United States he is pushed ever more towards this type of intervention working with graffiti writers and participating in numerous events that requie an alter ego, thus Marvin Crushler is born, a name used to house the street side of his production.

In the year 2000, fed up with violence of American cities, decides to establish himself in Italy, living between the countryside Pavese and Milan : Life in this little reality, compared to the dehumanizing spaces of the American metropolis, convinces him of the importance of communicating alternatives and producing a local voice measured not by the streets but the people in them ,an attempt to create a healthy truth about many systems and their application . In this period he develops a style using a wide array of means to paint the town. His approarch to wall painting is related highly to traditional painting, but bleeds into every youthfull experience of ‘total art’ and vagabond exploring, brushes, cans, sculpture, paste ups, draw and express, anything you have in hand, head or backpack. These years of research are fermented with the participation in numerous jams, shows and commissions in different countries, cultures and contexts, perfect oppurtunities to confront ones ‘total art’ with the total.